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COVID-19: rispondiamo alle domande più frequenti

Rispondiamo in questo post con informazioni attendibili e verificate alle domande più comuni che tutti noi ci siamo posti dall'inizio dell'emergenza.

“Bere latte protegge e cura l’infezione da nuovo coronavirus”. “Mangiare peperoncino protegge dal nuovo coronavirus”.

Dall’inizio della diffusione di COVID-19 abbiamo assistito alla circolazione di diverse fake news sul tema, a partire da che cosa sia il virus fino alle modalità di diffusione.

Ora che siamo entrati nella fase 2, abbiamo tutti bisogno di informazioni verificate e attendibili su come comportarci per minimizzare i rischi e gestire al meglio questo momento storico nelle nostre vite; in questo post rispondiamo ad alcune delle domande più comuni che tutti noi ci siamo posti.

Iniziamo con qualche domanda basilare

Che cos’è il coronavirus?

I coronavirus sono una causa estremamente comune di raffreddori e altre infezioni delle vie respiratorie superiori.

Che cos’è COVID-19?

COVID-19, acronimo di “coronavirus disease 2019”, è il nome ufficiale assegnato dall’Organizzazione mondiale della sanità alla malattia causata da questo coronavirus recentemente identificato.

Quante persone hanno contratto il COVID-19?

I numeri sono in rapida evoluzione ed e’ possibile consultare i dati aggiornati presso il sito della protezione civile.

Il virus ha avuto una diffusione estremamente rapida e diffusa in molti paesi, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità lo ha dichiarato una pandemia: il termine indica un’epidemia con tendenza a diffondersi rapidamente attraverso vastissimi territori o continenti.

Quanto tempo ci vuole per manifestare i primi sintomi dopo essere entrati in contatto con una persona affetta dal virus?

Ricerche pubblicate di recente hanno scoperto che, in media, il tempo dall’esposizione all’esordio dei sintomi (noto come periodo di incubazione) è di circa 5-6 giorni. Tuttavia, gli studi hanno dimostrato che i sintomi potrebbero comparire non appena tre giorni dopo l’esposizione fino a 13 giorni dopo. Questi risultati continuano a supportare la raccomandazione di auto-quarantena e monitoraggio dei sintomi per 14 giorni dopo l’esposizione.

Gli adulti di età inferiore ai 65 anni che sono altrimenti sani devono preoccuparsi di COVID-19?

Sebbene le persone di età inferiore ai 65 anni presentano minori rischi di decesso per COVID-19, possono comunque ammalarsi per la malattia al punto tale da richiedere il ricovero in ospedale.
Le persone di qualsiasi età dovrebbero adottare misure sanitarie preventive come il frequente lavaggio delle mani, il distanziamento fisico e l’uso di mascherina quando escono in pubblico per aiutare a proteggersi e ridurre le possibilità di diffondere l’infezione ad altri.

Come si diffonde il coronavirus?

Si ritiene che il coronavirus si diffonda principalmente da persona a persona. Questo può accadere tra persone che sono in stretto contatto tra loro. Le goccioline prodotte da una persona infetta che tossisce o starnutisce possono atterrare nella bocca o nel naso delle persone che si trovano nelle vicinanze o eventualmente essere inalate nei loro polmoni.
Una persona infetta da coronavirus – anche in assenza di sintomi – può emettere aerosol quando parla o respira. Gli aerosol sono particelle virali infettive che possono galleggiare o spostarsi nell’aria per un massimo di tre ore. Un’altra persona può respirare questi aerosol e infettarsi con il coronavirus. Ecco perché tutti dovrebbero coprirsi il naso e la bocca quando escono in pubblico. Il coronavirus può anche diffondersi dal contatto con superfici o oggetti infetti. Ad esempio, una persona può contrarre la malattia toccando una superficie o un oggetto su cui è presente il virus e successivamente toccando la propria bocca, il naso o eventualmente gli occhi. Il virus può essere rilasciato nella saliva, nello sperma e nelle feci; non è noto se sia versato nei fluidi vaginali. Il bacio può trasmettere il virus. La trasmissione del virus attraverso le feci, o durante i rapporti vaginali o anali o il sesso orale, sembra essere estremamente improbabile in questo momento.

E ora qualche informazione più approfondita

In che modo la traccia dei contatti può aiutare a rallentare la diffusione di COVID-19?

Chiunque entri in stretto contatto con qualcuno che e’ affetto da COVID-19 ha un rischio maggiore di infettarsi e potenzialmente di infettare gli altri. La traccia dei contatti può aiutare a prevenire un’ulteriore trasmissione del virus identificando e informando rapidamente le persone che potrebbero essere infette e contagiose, in modo che possano prendere provvedimenti per non infettare gli altri.
La traccia dei contatti inizia identificando tutti coloro che sono stati in contatto con una persona a cui è stato recentemente diagnosticato il virus COVID-19. Nel caso di COVID-19, una persona può essere contagiosa dalle 48 alle 72 ore prima di iniziare a manifestare i sintomi. I contatti vengono informati della loro esposizione. Possono essere informati su quali sintomi cercare, consigliare di isolarsi per un certo periodo di tempo e di rivolgersi al medico se necessario e se iniziano a manifestare i sintomi.

Per quanto tempo il coronavirus può rimanere nell’aria?

Uno studio condotto dal Laboratorio di virologia del National Institute of Allergy and Infectious Diseases nella divisione di ricerca intramurale di Hamilton, nel Montana, aiuta a rispondere a questa domanda. I ricercatori hanno usato un nebulizzatore per sprigionare i coronavirus nell’aria. Hanno scoperto che i virus infettivi potevano rimanere nell’aria per un massimo di tre ore. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine il 17 marzo 2020.

Quanto tempo può sopravvivere il coronavirus che causa COVID-19 sulle superfici?

Uno studio recente ha scoperto che il coronavirus COVID-19 può sopravvivere fino a quattro ore su rame, fino a 24 ore su cartone e fino a due o tre giorni su plastica e acciaio inossidabile.
Ci sono molte cose che ancora non sappiamo, ad esempio in che modo condizioni quali l’esposizione alla luce solare, al calore o al freddo, possano influenzare questi tempi di sopravvivenza.
Man mano che impariamo di più, il suggerimento è quello di dedicarsi alla pulizia quotidiana di superfici e oggetti toccati di frequente. Questi includono banconi, tavoli, maniglie delle porte, sanitari, servizi igienici, telefoni, tastiere, tablet e comodini.

Il clima caldo rallenterà o arresterà la diffusione di COVID-19?

Alcuni virus, come il raffreddore e l’influenza, si diffondono di più quando il clima è più freddo; è tuttavia possibile ammalarsi di questi virus anche durante i mesi più caldi.
Al momento, non e’ chiaro con certezza se la diffusione di COVID-19 diminuirà quando il clima sara’ piu’ caldo, ma un recente rapporto suggerisce che un clima più caldo potrebbe non avere un grande impatto.
Il rapporto, pubblicato all’inizio di aprile ha sintetizzato una ricerca che ha esaminato come il coronavirus COVID-19 sopravvive a temperature e livelli di umidità variabili. Il rapporto ha inoltre rilevato che in ambienti di laboratorio, temperature più elevate e livelli più elevati di umidità hanno ridotto la sopravvivenza del coronavirus COVID-19. Tuttavia, gli studi che hanno esaminato la diffusione virale in condizioni climatiche variabili nell’ambiente naturale hanno prodotto risultati incoerenti. I ricercatori hanno concluso che le condizioni di aumento del calore e dell’umidità da sole potrebbero non rallentare significativamente la diffusione del virus COVID-19.

Posso accettare pacchi e spedizioni dalla Cina?

Non vi è motivo di sospettare che pacchi provenienti dalla Cina fungano da vettori di coronavirus. Ricorda, questo è un virus respiratorio simile all’influenza. Non smettiamo di ricevere pacchi dalla Cina durante la loro stagione influenzale; dovremmo seguire la stessa logica per il virus che causa COVID-19.

Posso contrarre il coronavirus mangiando cibo gestito o preparato da altri?

Si sta ancora studiando la trasmissione del nuovo coronavirus. Non è chiaro se possa essere diffuso da una persona infetta attraverso il cibo che ha maneggiato o preparato, ma in tal caso sarebbe più probabile un’eccezione rispetto alla regola. Detto questo, il nuovo coronavirus è un virus respiratorio noto per diffondersi dalle secrezioni respiratorie superiori, comprese le goccioline trasportate dall’aria dopo aver tossito o starnutito. Il virus che causa il COVID-19 è stato rilevato anche nelle feci di alcune persone, quindi attualmente non e’ possibile escludere la possibilità che l’infezione venga trasmessa attraverso il cibo da una persona infetta che non si è lavata accuratamente le mani. Nel caso di cibi caldi, il virus verrebbe probabilmente ucciso durante la cottura. Questo potrebbe non essere il caso di cibi crudi come insalate o panini. Inoltre, e’ buona norma lavare le mani per 20 secondi con acqua e sapone dopo aver portato i pacchi, o dopo aver frequentato negozi di alimentari o in altri luoghi in cui potresti essere entrato in contatto con superfici infette.

Quali cure si stanno utilizzando per il COVID-19?

Secondo una revisione di studi pubblicata sul Journal of the American Medical Association dall’Università del Texas, “al momento non ci sono terapie efficaci per il Covid-19”. Alcuni dei farmaci impiegati per curare la malattia stanno dando risultati incoraggianti. I clinici hanno infatti adottato terapie con farmaci antivirali e con plasma delle persone guarite. Tuttavia si tratta di cure sperimentali, che potranno essere validate soltanto in seguito agli studi clinici in corso. La difficoltà in questo ambito sono state dettate da una totale mancanza di conoscenza della forma Virale del COVID-19, totalmente ignoto alla comunità’ scientifica fino a circa 3 mesi fa.

Cosa fare se si sospettano i sintomi del coronavirus?

Per chi ha sintomi lievi, che non richiedono un ricovero ospedaliero, verosimilmente non verrà’ effettuato un tampone rino-faringeo. Ci sono, quindi, persone che potrebbero essere affette da Covid-19, senza nemmeno saperlo. E’ dunque necessario che tutti coloro che presentino febbre e altri sintomi simili a quelli dell’influenza si comportino come se avessero contratto il Covid-19, osservando le regole al fine di tutelare la salute della comunità.
In caso di febbre e sintomi influenzali sarà’ dunque necessario consultare il proprio medico curante, senza uscire di casa e isolandosi dal resto delle persone con cui si vive. La persona ammalata deve indossare una mascherina per evitare di contagiare chi gli sta vicino.
Coloro i quali saranno isolati per sospetto COVID-19 dovranno osservare scrupolosamente le norme igieniche raccomandate dal Ministero della Salute, come il lavaggio accurato e frequente delle mani (almeno 20 secondi), ma dovranno anche evitare di condividere con i famigliari stoviglie, biancheria, smartphone e tablet. Inoltre è fondamentale prestare molta attenzione nella pulizia e disinfezione di tutte le superfici domestiche al fine di evitare il contagio.
Sul sito del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità è possibile trovare tutte le informazioni pratiche sul comportamento da adottare.

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