Digital Patient Engagement: una risorsa per migliorare gli outcome clinici, l'esperienza dei pazienti e la gestione sanitaria.

Scopri le strategie, gli strumenti digitali e i benefici del coinvolgimento attivo dei pazienti nella propria cura e come implementare con successo il Digital Patient Engagement all’interno delle strutture sanitarie.

Tabella dei Contenuti

Intro

Il rapporto tra medico e paziente è da sempre al centro della pratica medica, ma negli ultimi anni sta vivendo un’evoluzione significativa grazie al Digital Patient Engagement (DPE). Questo concetto, sempre più diffuso nel contesto sanitario italiano, rappresenta un nuovo approccio nella gestione della salute che coinvolge attivamente i pazienti, rendendoli protagonisti della propria cura.

In passato, il medico aveva un ruolo predominante nel rapporto con il paziente: era colui che deteneva le conoscenze e prendeva le decisioni riguardanti diagnosi e trattamenti. Il paziente, invece, era visto come un soggetto passivo, il cui compito principale era quello di seguire le indicazioni del professionista.

Tuttavia, negli ultimi anni, grazie all’avanzamento della tecnologia e all’accesso facilitato alle informazioni sanitarie, i pazienti stanno acquisendo sempre più consapevolezza sulla propria salute e desiderano essere coinvolti attivamente nelle decisioni che riguardano il loro benessere. In uno studio di Accenture, riguardante le esigenze dei pazienti, alla domanda quali sono i tre aspetti più importanti nell’esperienza di cura la risposta è stata:

  1. Per il 55% è importante che il medico spieghi con precisione e chiarezza il trattamento e la condizione in cui si trova il paziente.
  2. Per il 52% è importante un medico che ascolti, capisca i bisogni e provveda a un supporto emotivo.
  3. Per il 35% è importante una buona connessione tra i professionisti che curano il paziente

È qui che entra in gioco il Digital Patient Engagement, un approccio che sfrutta le tecnologie digitali per promuovere la partecipazione attiva dei pazienti nel processo di cura.

Il DPE consente ai pazienti di accedere alle informazioni sulla propria salute, monitorare i propri progressi, comunicare meglio con il medico e partecipare attivamente alle decisioni che riguardano il proprio percorso terapeutico. Questo nuovo modo di relazionarsi tra medico e paziente crea un ambiente più collaborativo e agevola una cura personalizzata e centrata sul paziente.

Nel corso di questo articolo, esploriamo in dettaglio il concetto di DPE, analizzando la sua definizione, i benefici che offre e le nuove opportunità rese possibili dalla tecnologia per mostrare che il coinvolgimento attivo dei pazienti può migliorare l’esperienza di cura, ottimizzare gli esiti di salute e contribuire a una gestione più efficace delle risorse sanitarie.

L’importanza delle informazioni

La gestione delle informazioni dei pazienti gioca un ruolo fondamentale nel contesto del Digital Patient Engagement, agevolando un approccio completo e personalizzato alla cura da parte delle strutture sanitarie e di tutti i professionisti della salute.

Dalla carta al digitale

La gestione delle informazioni attraverso strumenti digitali rappresenta un passo avanti rispetto alla modalità tradizionale basata su documenti cartacei che comporta sfide significative:

  • l’accesso alle informazioni è più lento
  • l’archiviazione è differente per ogni struttura
  • limita la condivisione tra i diversi attori sanitari
  • è più facile che si verifichino errori di trascrizione/lettura
  • il dialogo tra i professionisti sanitari è ostacolato dalla disponibilità del personale nel dare celermente le informazioni aggiornate sul paziente
  • in casi di emergenza il mancato accesso immediato ai dati può essere determinante.

Questi problemi possono ostacolare la continuità delle cure e influire sulla qualità e l’efficacia dei trattamenti.

Un nuovo modo per dialogare con il paziente

Un altro aspetto della gestione tradizionale delle informazioni è che i pazienti non sempre riescono a  partecipare attivamente nel loro percorso di cura: l’accesso limitato alla conoscenza comporta che il paziente non sia consapevole dei rischi che corre nel non seguire le prescrizioni mediche e di conseguenza la propria condizione di salute in generale. Questo ha comportato l’esigenza di instaurare un nuovo dialogo tra medico-paziente che mostra come l’implementazione tecnologica non sia semplicemente il passaggio dalla carta al digitale, bensì sia la premessa per l’adozione di un nuovo approccio comunicativo dove il medico vuole rendersi comprensibile al fine di migliorare l’esperienza di cura e, dove possibile, di far guarire.

Il rendere la comunicazione più efficace nei confronti del paziente non comporta l’adozione di un linguaggio impreciso o l’impedimento a un corretto confronto con chi possiede il medesimo vocabolario tecnico e le medesime conoscenze mediche, ma significa poter aggiungere strati di informazioni che possono aiutare le persone a comprendere meglio l’informazione presente grazie alle possibilità offerte dal digitale. Ad esempio oltre alla spiegazione del medico ci possono essere per il paziente glossari, contributi multimediali, risorse di supporto, etc. tarati sulle esigenze del paziente, poiché è diverso spiegare una patologia a un bambino oppure a un adulto con un elevato grado di scolarizzazione.

Dunque, il passaggio alla gestione digitale delle informazioni dei pazienti supporta anche nel trovare un dialogo più adatto per ogni tipo di paziente.

La gestione dei dati sanitari e la sicurezza

Grazie alla tecnologia, è possibile raccogliere, archiviare e accedere in modo sicuro alle informazioni sanitarie dei pazienti. La gestione dei dati sanitari richiede un’attenzione particolare alla sicurezza e alla privacy delle informazioni dei pazienti.

Due importanti riferimenti in questo contesto sono il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e lo standard ISO 9001.

Il GDPR, entrato in vigore nel 2018, stabilisce le regole per la protezione dei dati personali all’interno dell’Unione Europea. Il regolamento pone un’enfasi particolare sulla protezione dei dati sensibili, come quelli relativi alla salute, e introduce una serie di principi e requisiti per il trattamento dei dati personali. Nel contesto della gestione dei dati sanitari, il GDPR richiede che vengano adottate misure adeguate per garantire la riservatezza, l’integrità e la disponibilità delle informazioni, nonché il consenso informato dei pazienti per il trattamento dei loro dati. Inoltre, il GDPR prevede l’obbligo di notificare eventuali violazioni dei dati alle autorità competenti e agli interessati.

La ISO 9001 è uno standard internazionale per il sistema di gestione della qualità, che fornisce linee guida per l’implementazione di un sistema efficace di gestione aziendale. Pur non essendo specificamente focalizzata sui dati sanitari, la ISO 9001 può essere applicata alle organizzazioni sanitarie per garantire che i processi di gestione dei dati siano strutturati, documentati e seguiti in modo coerente. Ad esempio, l’implementazione della ISO 9001 può consentire alle organizzazioni sanitarie di adottare un approccio basato sui rischi nella gestione dei dati, garantendo la conformità alle normative pertinenti e promuovendo una cultura di miglioramento continuo.

La conformità al GDPR e alla ISO 9001 richiede un impegno costante nell’adottare misure di sicurezza e nella gestione dei rischi legati ai dati sanitari. Alcuni aspetti chiave per assicurare la conformità includono:

  1. Protezione dei dati sensibili: è fondamentale adottare misure tecniche e organizzative adeguate per proteggere i dati sanitari da accessi non autorizzati, perdite o violazioni. Queste misure possono includere l’utilizzo di strumenti di crittografia, l’accesso basato su ruoli, la sicurezza fisica delle infrastrutture e la formazione del personale sulla gestione sicura dei dati.
  2. Consenso informato: è necessario ottenere il consenso esplicito dei pazienti per il trattamento dei loro dati sanitari, spiegando in modo chiaro le finalità e le modalità del trattamento; il consenso dovrebbe essere ottenuto in modo libero, informato e specifico e i pazienti devono essere informati dei loro diritti in relazione ai loro dati personali.
  3. Gestione dei rischi: è importante identificare e valutare i rischi associati alla gestione dei dati sanitari e sviluppare un piano per mitigarli. Ciò può comprendere l’implementazione di controlli di sicurezza, la gestione dei processi di accesso ai dati e l’adozione di procedure di backup e di ripristino dei dati.
  4. Monitoraggio e valutazione: è fondamentale monitorare e valutare regolarmente l’efficacia delle misure di sicurezza implementate e adottare azioni correttive in caso di violazioni o vulnerabilità riscontrate. Ciò può comportare la revisione dei processi, la formazione del personale e l’aggiornamento delle politiche e delle procedure in conformità con le nuove normative o le migliori pratiche riconosciute.

Il rispetto del GDPR e l’implementazione della ISO 9001 possono fornire un quadro solido per garantire che i dati sanitari siano gestiti in modo sicuro, coerente e conforme alle normative. Ciò contribuisce a instaurare la fiducia dei pazienti, a proteggere i loro diritti e a promuovere una cultura di qualità e sicurezza all’interno delle organizzazioni sanitarie.

I vantaggi delle piattaforme digitali

L’utilizzo di sistemi di registrazione elettronica delle cartelle cliniche permette ai medici di avere accesso immediato alle informazioni del paziente, tra cui anamnesi, risultati di test, immagini diagnostiche e cronologie terapeutiche. Ciò favorisce la presa di decisioni basate su dati accurati e aggiornati, riducendo gli errori di comunicazione e migliorando la continuità delle cure.

La gestione efficiente delle informazioni dei pazienti non solo beneficia i medici, ma anche i pazienti stessi. Attraverso piattaforme digitali sicure, i pazienti possono accedere alle proprie informazioni sanitarie, monitorare il proprio stato di salute, prendere decisioni informate e partecipare attivamente alla gestione del proprio percorso terapeutico. Questo coinvolgimento attivo dei pazienti porta a una cura più personalizzata, tempestiva e basata sulle evidenze.

Diversi studi hanno dimostrato i vantaggi di una corretta raccolta e accesso alle informazioni sanitarie dei pazienti. Ad esempio, uno studio condotto da Smith et al. (2017) ha evidenziato che l’adozione di sistemi di registrazione elettronica delle cartelle cliniche ha avuto un effetto su:

  1. Miglioramento dell’accessibilità delle informazioni: L’implementazione dei registri elettronici ha aumentato l’accessibilità delle informazioni sanitarie dei pazienti. I medici hanno avuto un accesso più immediato ai dati, inclusi l’anamnesi, i risultati dei test, le immagini diagnostiche e le cronologie terapeutiche. Ciò ha permesso loro di prendere decisioni basate su dati accurati e aggiornati.
  2. Riduzione degli errori di comunicazione: Grazie alla digitalizzazione delle cartelle cliniche, si è registrata una diminuzione degli errori di comunicazione tra i membri del team sanitario. Le informazioni sono state condivise in modo più efficiente e accurato, riducendo il rischio di errori nella comunicazione delle diagnosi, dei trattamenti e delle prescrizioni.
  3. Miglioramento della sicurezza del paziente: L’uso dei registri elettronici ha contribuito a migliorare la sicurezza del paziente. I dati sono stati registrati in modo più completo e accurato, riducendo la possibilità di errori nella gestione delle cure e degli interventi terapeutici. Inoltre, sono state introdotte funzionalità di controllo degli errori, come avvisi e allarmi per interazioni farmacologiche potenzialmente pericolose.
  4. Aumento dell’efficienza dei processi: L’implementazione dei registri elettronici ha portato a un miglioramento dell’efficienza dei processi ospedalieri. La digitalizzazione delle informazioni ha ridotto la necessità di documentazione cartacea e di tempo trascorso nella ricerca e recupero dei dati. Ciò ha consentito di risparmiare tempo e risorse, ottimizzando la gestione delle cure e riducendo i tempi di attesa per i pazienti.

La disponibilità di portali digitali sicuri ha ampiamente dimostrato di aumentare il coinvolgimento dei pazienti nella gestione della propria salute. La gestione delle informazioni dei pazienti, attraverso l’adozione di strumenti digitali e sistemi di registrazione elettronica, consente di offrire un’assistenza personalizzata, basata su dati accurati e aggiornati. Questo non solo migliora la qualità delle cure, ma contribuisce anche all’efficienza delle risorse sanitarie, evitando duplicazioni di esami e trattamenti superflui.

Nel complesso, una corretta gestione delle informazioni dei pazienti è fondamentale per l’implementazione del Digital Patient Engagement, offrendo un percorso di cura più integrato, efficace e centrato sul paziente per renderlo un attore attivo.

DPE: dalla definizione agli elementi chiave

Il Digital Patient Engagement (DPE) è un concetto che sta guadagnando sempre più rilevanza nel contesto della sanità moderna.

Il DPE rappresenta l’uso strategico delle tecnologie digitali per coinvolgere attivamente i pazienti nella gestione della propria salute e nel percorso di cura, con l’obiettivo di creare una relazione più empatica, collaborativa e informativa con le organizzazioni e gli operatori sanitari.

Ma cosa rende il Digital Patient Engagement così distintivo rispetto alle tradizionali modalità di coinvolgimento dei pazienti? Il DPE sfrutta le potenzialità delle tecnologie digitali dando la possibilità ai pazienti di accedere a informazioni sanitarie, monitorare il proprio stato di salute, partecipare attivamente alle decisioni cliniche e gestire il percorso di cura in modo più autonomo.

Gli elementi tipici del DPE sono:

  1. Personalizzazione: grazie alle tecnologie digitali, i pazienti possono ricevere informazioni e contenuti sanitari su misura, in base alle loro specifiche esigenze e condizioni di salute. Questo approccio personalizzato non solo consente ai pazienti di essere più coinvolti e responsabilizzati, ma favorisce anche l’efficacia delle terapie e la prevenzione di complicanze. Ad esempio è differente il linguaggio e la modalità di interazione tra un caso di diabete in un bambino e un caso di un tabagista adulto affetto da bronchite. Nel primo si dovrà spiegare la condizione diabetica, aiutando il bambino a comprendere meglio gli effetti della sua malattia e il perché debba avere determinate attenzioni; nel secondo, il paziente dovrà essere incentivato a smettere di fumare mentre affronta un’altra patologia.
  2. Comunicazione medico-paziente-struttura: attraverso strumenti come le app per la salute e le piattaforme di reportistica medica, i pazienti possono ricevere contenuti educativi, condividere informazioni durante la quotidianità e dare feedback. Questo facilita la trasmissione di informazioni cruciali e consente ai professionisti sanitari di fornire risposte tempestive, migliorando la qualità dell’assistenza.
  3. Empowerment dei pazienti: il DPE promuove la capacità di assumere un ruolo attivo nella gestione della propria salute da parte del paziente, attraverso l’accesso alle proprie informazioni sanitarie per prendere decisioni informate, monitorare i progressi nel tempo e adottare comportamenti salutari. Questo li rende protagonisti del proprio percorso di cura e li aiuta a raggiungere risultati migliori in termini di salute.

 

Il Digital Patient Engagement rappresenta un nuovo approccio interattivo che mira a migliorare la qualità dell’assistenza, favorire l’adesione terapeutica e promuovere una salute migliore a lungo termine. Nell’era digitale in cui viviamo, il Digital Patient Engagement gioca un ruolo fondamentale nella trasformazione della sanità, ponendo il paziente al centro delle decisioni cliniche.

L’importanza della User Experience e della Scienze Comportamentali

Il DPE non riguarda solo aspetti tecnologici: un elemento chiave è l’attenzione alla User Experience (UX) e alle scienze comportamentali. Capire il comportamento umano e adottare approcci basati sulla psicologia comportamentale è fondamentale per garantire un coinvolgimento efficace dei pazienti (Smith et al., 2017).

La User Experience riguarda l’esperienza globale che i pazienti vivono quando utilizzano strumenti digitali o interagiscono con sistemi di Digital Patient Engagement. È necessario creare un’esperienza intuitiva, piacevole e senza frizioni per i pazienti, al fine di favorire l’adozione e l’utilizzo continuo delle soluzioni digitali (Yardley et al., 2015). Ciò include:

  1. la progettazione di interfacce con una navigazione accattivante e semplice per tutti gli utenti;
  2. la semplificazione dei processi di registrazione e accesso alle informazioni;
  3. la personalizzazione delle interazioni per soddisfare le esigenze specifiche di ciascun paziente.

Parallelamente, l’utilizzo delle scienze comportamentali nel DPE può aiutare a comprendere i motivi e i fattori che influenzano il comportamento dei pazienti. La psicologia comportamentale studia i processi mentali e le influenze esterne che guidano le decisioni e le azioni delle persone. Utilizzando dunque i principi comportamentali, i punti sopracitati si possono realizzare tramite i seguenti strumenti:

  1.  Teoria del cambiamento: nel design comportamentale si riferisce a un approccio che utilizza principi e strategie provenienti dalle scienze comportamentali per influenzare e promuovere cambiamenti positivi nel comportamento delle persone. Questa teoria si basa sulla comprensione che i comportamenti umani sono influenzati da una combinazione complessa di fattori, tra cui le motivazioni, le capacità e l’ambiente in cui si svolge l’azione.
  2. Framing delle informazioni: pratica di presentare le informazioni in modo da influenzare la percezione e le decisioni delle persone. Utilizzando scelte linguistiche, prospettive e contesti specifici, si può indirizzare l’attenzione su aspetti positivi o negativi di una situazione o decisione. Questa strategia viene utilizzata in vari ambiti per influenzare il modo in cui le persone interpretano e reagiscono alle informazioni. Ad esempio, nel contesto della salute, si possono enfatizzare i benefici di uno stile di vita sano o i rischi associati a comportamenti dannosi.
  3. Gamification e alert personalizzati: attraverso la gamification vengono utilizzati elementi di gioco in modo strategico per aumentare la motivazione e l’interesse delle persone verso delle azioni da compiere. Un esempio di gamification in ambito sanitario potrebbe essere un’applicazione mobile per la gestione del diabete. L’app potrebbe includere una funzionalità di gamification che premia gli utenti quando raggiungono determinati obiettivi relativi alla gestione della malattia. Inoltre, grazie agli alert personalizzati sulla base della terapia e delle abitudini del paziente si può aumentare l’aderenza alla terapia (Michie et al., 2011).

In conclusione, il DPE non può prescindere dalla prospettiva dell’esperienza utente e dalle scienze comportamentali: comprendere i pazienti come individui unici e adattare le soluzioni digitali alle loro esigenze, abilità e preferenze è fondamentale per creare un coinvolgimento significativo e duraturo. Questo approccio può portare a miglioramenti dell’aderenza terapeutica, nella gestione delle malattie croniche e nell’efficacia complessiva del Digital Patient Engagement.

Integrazione nell’ecosistema

L’integrazione delle risorse del Digital Patient Engagement (DPE) negli ecosistemi informativi è di fondamentale importanza per ottimizzare l’efficacia e l’efficienza della cura dei pazienti. L’ecosistema informativo comprende una vasta gamma di sistemi e piattaforme utilizzati nella pratica clinica, come i registri elettronici dei pazienti, i sistemi di prenotazione, i dispositivi medici connessi e le applicazioni mobili. L’integrazione delle risorse del DPE in questi sistemi consente di creare un flusso continuo di informazioni tra pazienti e operatori sanitari, migliorando la comunicazione, la condivisione dei dati e la coordinazione delle cure. Inoltre, l’integrazione delle risorse del DPE negli ecosistemi informativi permette di sfruttare al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico, consentendo la personalizzazione dell’esperienza di cura in base alle esigenze specifiche di ciascun paziente. In conclusione, l’integrazione delle risorse del DPE negli ecosistemi informativi rappresenta un passo fondamentale per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria, ottimizzare i processi clinici e promuovere un coinvolgimento attivo dei pazienti nel loro percorso di cura.

 

Quando attivare il DPE

Il Digital Patient Engagement (DPE) svolge un ruolo cruciale in molteplici aspetti dei percorsi sanitari dei pazienti sia a livello di organizzazione interno alla struttura sia a livello terapeutico. Esaminiamo più approfonditamente come il DPE si applica in diverse situazioni, supportato da studi accademici e ricerche.

  1. Onboarding: Grazie all’utilizzo di soluzioni digitali, è possibile creare esperienze di accettazione e onboarding digitali fin dal primo contatto con il paziente. Questo permette di raccogliere in modo completo, efficiente e rispettoso della privacy tutti i dati necessari, migliorando la qualità dell’esperienza di visita e la relazione medico-paziente. Uno studio condotto da Johnson et al. (2019) ha evidenziato che un’esperienza di accettazione digitale intuitiva e facile da utilizzare può aumentare la soddisfazione del paziente e migliorare la percezione della qualità dell’assistenza sanitaria.
  2. Anamnesi: l’utilizzo di soluzioni digitali consente una raccolta dati guidata, efficiente, accurata e sicura. La personalizzazione dell’esperienza permette di richiedere solo le informazioni rilevanti, risparmiando tempo ai pazienti e migliorando la relazione con i professionisti della salute.
  3. Prevenzione: il DPE offre la possibilità di creare percorsi di prevenzione digitali personalizzati. Durante questi percorsi, i pazienti possono fornire informazioni dettagliate sul loro stato di salute e ricevere contenuti educativi personalizzati. Ciò favorisce un maggiore coinvolgimento e aderenza al percorso di prevenzione, migliorando l’efficacia delle misure preventive e portando a una maggiore consapevolezza dei pazienti sulla loro salute.
  4. Malattie croniche: Il DPE gioca un ruolo cruciale nella gestione delle malattie croniche. Le soluzioni digitali consentono la raccolta di informazioni sullo stato di salute, l’accesso a contenuti educativi specifici e il supporto per migliorare l’aderenza terapeutica. Ciò permette ai pazienti di svolgere un ruolo attivo nel proprio percorso di salute e migliorare gli outcome clinici e la qualità della vita. Un’analisi condotta da Grustam et al. (2021) ha dimostrato che l’implementazione di programmi di DPE per la gestione delle malattie croniche ha portato a una riduzione delle ospedalizzazioni e delle complicazioni, migliorando il controllo delle condizioni di salute dei pazienti.
  5. Riabilitazione: I percorsi di riabilitazione richiedono un impegno costante da parte dei pazienti. Le soluzioni digitali facilitano l’interazione tra medico e paziente, consentendo la raccolta di informazioni utili per personalizzare l’esperienza di cura e migliorare l’aderenza al protocollo terapeutico. Ciò favorisce un recupero più rapido e completo delle funzionalità perdute. Uno studio condotto da Kairy et al. (2019) ha evidenziato che l’uso di tecnologie digitali nella riabilitazione ha portato a un miglioramento dell’adesione al trattamento e dell’autonomia dei pazienti.
  6. Gestione della gravidanza: Nel contesto della gravidanza, il DPE consente di creare percorsi salute digitali per accompagnare le gestanti in un percorso di benessere. Questi percorsi consentono di raccogliere dati puntuali, gestire eventuali complicanze e condividere risorse ed informazioni utili per affrontare la gravidanza in modo sereno e sicuro. Uno studio condotto da Hellewell et al. (2020) ha esaminato l’efficacia di un’app mobile per la gestione della gravidanza e ha evidenziato che l’uso dell’app ha aumentato la consapevolezza delle gestanti sui cambiamenti fisici e ha favorito una maggiore comunicazione e coinvolgimento con i professionisti della salute.

 

In conclusione, il Digital Patient Engagement offre un’ampia gamma di soluzioni in diversi contesti dei percorsi sanitari. Studi e ricerche dimostrano come l’utilizzo di strumenti digitali e la personalizzazione dell’esperienza di cura migliorino la qualità dell’assistenza, favoriscano una maggiore partecipazione dei pazienti e ottengano migliori risultati clinici. Implementare strategie di DPE può portare a una cura più efficace, centrata sul paziente e in linea con le esigenze individuali, contribuendo a un sistema sanitario più efficiente e umanizzato.

Conclusioni

Al termine del nostro percorso, possiamo dire che il Digital Patient Engagement rappresenta un’evoluzione significativa nel rapporto tra medico e paziente, mettendo al centro l’individuo e la sua esperienza di cura. Attraverso l’implementazione di strumenti tecnologici e l’integrazione di approcci attenti all’esperienza utente e alle scienze comportamentali, il DPE offre l’opportunità di migliorare la qualità dell’esperienza di cura e dei suoi esiti e di coinvolgere attivamente i pazienti nel proprio percorso terapeutico.

Studi e ricerche hanno dimostrato come l’uso di tali strumenti migliori:

  1. l’accessibilità alle informazioni,
  2. la comunicazione tra i membri del team sanitario,
  3. l’aderenza terapeutica
  4. la partecipazione attiva dei pazienti al proprio percorso di salute.

 

Tuttavia, è fondamentale ricordare che, nonostante il ruolo cruciale della tecnologia, il successo del DPE dipende dalla centralità della persona. Ogni paziente è un individuo unico con esigenze, preferenze e contesti specifici, e pertanto la personalizzazione dell’esperienza di cura è essenziale. L’ascolto attivo, l’empatia e la costruzione di una relazione di fiducia tra medico e paziente rimangono fondamentali per un DPE efficace.

Per chiudere, il Digital Patient Engagement rappresenta una promettente frontiera nella pratica clinica, consentendo una cura più personalizzata, partecipativa ed efficace. L’adozione di strumenti tecnologici, l’attenzione all’esperienza utente e il coinvolgimento attivo dei pazienti sono i pilastri su cui si basa questa trasformazione.

Ponendo la persona al centro, possiamo costruire un sistema sanitario più empatico, efficace e centrato sulle esigenze individuali, migliorando la qualità della vita dei pazienti e la salute della comunità nel suo complesso.

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A cura di:
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Emma Vitiello

Marketing Manager & Co-founder @easydoctor

Laureata in Lettere Moderne e successivamente in Gestione dei Contenuti Digitali, ha ottenuto due borse di studio in Marketing Digitale e Growth Hacking presso Talent Garden. È la Responsabile Marketing di easydoctor e lavora come consulente per l’implementazione di strategie di marketing digitale.

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